Evento segnalato da: circolo arci rubik
I Dilaila sono una band milanese nata nel 1998. Il nome della band è anche il nome d’arte della vocalist, Paola “Dilaila” Colombo.
Giunti alla prova del terzo long playing ufficiale (“Ellepì”, uscito a Giugno 2010), i Dilaila hanno voglia di canzoni.
C'è Tenco nelle orecchie, ma tra le mani c'è anche un po' di psichedelia.
I Dilaila lasciano alle spalle i riferimenti anglofoni e si abbandonano alla nobile melodia italiana, seducente e malinconica.
I ritmi su alcuni brani si fanno serrati ed i riferimenti agli eleganti ed eterni anni ’60 vengono attualizzati da un suono più indierock.
Le liriche subiscono improvvisi sbalzi di umore: dall’impegno politico più viscerale alla struggente storia d'amore.
E poi la voce, più che mai.
Un voce importante, quella di Paola Colombo: una cantante come quelle di una volta, come quelle che ci hanno fatto amare le grandi voci femminili.
Un disco complesso, ricco, deciso.
E non ci vergogniamo a chiamarla musica leggera.
RASSEGNA STAMPA
"La tradizione autorale del Belpaese che fu... trainata da una voce dalla femminilità piena, interprete incantevole di una Italia musicalmente maestosa che si fa fatica oggi a ritrovare. E' il disco che più ho ascoltato questo mese, quello che vivamente consiglierei per tutta l'estate." Rockit
"la voce di Paola Colombo disegna melodie a volte anche parecchio drammatiche e le canta con grande trasporto, mantenendo però una leggerezza di fondo invidiabile... un'aggiunta importante al canone dell'attuale pop d'autore italiano." Mucchio Selvaggio
"Nove perle di musica italiana, canzoni d'altri tempi, tra sapore di sangue, violenza, femminilità, perdizione, cose futili e cose profonde, in una parola, vita. " Smemoranda
"l'eccellente interpretazione di Paola Colombo, elemento vocale non clonabile o fungibile, sulla quale costruire l'economia dell'album: quando si libra non ce n'è per nessuno" Blowup
"..tra un film di Antonioni e uno Zurlini importante.... Non esistono gruppi così, in Italia." Indie-eye
"Non esagero: una delle uscite più interessanti degli ultimi mesi, da seguire con attenzione." Lost Highways
"Nove capitoli l'uno differente dall'altro, ulteriore punto di forza per un album solido ed abbagliante." Blowup
Indie-Rock.it li colloca al terzo posto tra i venti dischi italiani dell'anno: "Un disco che suona fresco ed attuale utilizzando gli strumenti nel modo più classico possibile.
Non ci sono riferimenti contemporanei, né italiani né internazionali, ma quando si ascolta questo lavoro non si può fare a meno di tornare con la mente a quanto di più elegante ci faceva ascoltare la mamma quando eravamo ragazzini."
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